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GLI ARTISTI

  Alessandro Bulgini


Alessandro Bulgini, Decollato, installazione (part.)



L'opera di Alessandro Bulgini, nascondendo corpi e volti ritratti all'interno di grandi tele nere, si allontana, non soltanto dall'accumulo narrativo della pittura recente, ma anche dalle speculazioni pseudo-concettuali delle ultimissime generazioni. Cerca l'essere e l'apparire laddove sembrano assenti. Si muove nel reperimento di tutto ciò che lo circonda, dal visto/conosciuto ad entità affettive e relazionali. Trasporta la figura umana nuda, depauperata di tutti gli elementi superflui, dell'abbigliamento, raggiungendo uno stadio di introspezione autentica.
Il celamento della figura, da parte di Bulgini, risponde all'esplorazione di una “imago” che appare scomparendo e scompare apparendo per mezzo della luce. Bulgini marca la segretezza di un corpo che sconfina la conoscenza di se stesso nella penombra, verso quel non-visto che mantiene sempre un margine di libertà. Pertanto, la sua opera è tesa a nominare una realtà “eretica”, segnata da fughe nell'antro del mistero.
Nel ciclo Hairetikos due dimensioni coesistono: l'astrazione del monocromo nero lucido specchiante e la figurazione nella sua veste più antica; due dimensioni parallele che il fruitore può penetrare come un medium capace di mettersi in contatto con l'invisibile. Un'indagine sulla lateralità, su coloro che restano in disparte, invisibili se non si vuole vedere.
Bulgini ci invita ad attraversare orizzonti profondi. Dà corpo ad un “inframmezzo” all'interno del quale i ritratti di gente a noi lontana occupano un posto di custodi della soglia, poiché la loro presenza volge spesso alla dissolvenza. L' opera stimola tutti gli aspetti soggettivi ed intimi, inconsci e collettivi, razionali ed irrazionali.
Nella sala circolare del Torrione Passari Bulgini installa sette suoi autoritratti rotanti, montati su un piatto d'argento. L'artista si ritrae come “decollato”. Una installazione, dal titolo Decollato, dove la testa dell'artista caratterizzata da differenti espressioni ruota continuamente sulle parti in pietra della sala. Decollato è l'artista che abbandona il terreno sicuro per vivere una sospensione vertiginosa. La decollazione è perdita e separazione, ma anche espiazione e santificazione quale passaggio dal peccato allo stato di grazia. Il culto estetico, religioso, erotico della testa, va di pari passo con la decollazione reale o metaforica. La testa rappresenta l'identità. L'immagine teofanica non vale per la sua forma visibile ma per l'effetto che scaturisce dalla sua visione e dalla possibilità di essere nel medesimo istante vettore di veggenza e visionarietà.