Lin Yilin, Problem, 2005, performance
Lin Yilin è noto per le sue installazioni realizzate con materiali di uso quotidiano come i mattoni, l'acqua, il denaro. Attraverso molte sue installazioni fatte di mattoni impilati, analizza il rapporto tra scultura e architettura, tra uomo e architettura.L'artista crea anche una varietà di performances. Ad esempio, introducendosi in aree urbane, costruisce muri di mattoni che possono essere demoliti dai passanti, e nel cui interno si scovano messaggi scritti e nascosti dall'artista stesso. Il leitmotiv è il retroterra culturale e sociale di Yilin, che ha iniziato la sua carriera come scultore nel 1989. Questo contesto d'appartenenza da cui prende le mosse comprende la visione del passato legata alla rivoluzione maoista, e del futuro delle importanti metropoli cinesi in preda alla urbanizzazione e alla cementificazione crescenti.Nel 1991, con altri due artisti, ha fondato il “Big-Tail-Elephant Group”. Perseguendo i problemi legati al rapido cambiamento delle città cinesi sotto l'auspicio dello sviluppo economico, Yilin ha esaminato la complessità della relazione tra uomo e materializzazione, tra essere umano e natura. Da Guangzhou, città in una regione della Cina che è stata la prima ad essere esposta all'apertura da parte delle istituzioni verso il “capitalismo di stato”, Yilin inizia una riflessione sui problemi causati dalla trasformazione in corso delle grandi città del sud, evidenziando il conflitto di prosperità commerciale, nonché il caos conseguente e il disordine dilagante.
Il lavoro di Yilin combina il vocabolario formale del concettualismo con quello dell'happening, convinto dell'operato artistico quale canale di trasmissione sociale. Attua continue performances in rotta di collisione con il ritmo frenetico degli spazi urbani della Cina. Cerca di intaccare il sistema galoppante della Cina dedita al progresso, prova a interrompere il flusso o rallentare gli eventi, produzione di un una sorta di “punto fermo in un mondo di svolta”. Recenti azioni sono: Problem (2005), The Game of Monumentality (2007), Triumph, Chronicle (2009).Safely Manoeuvering Across Lin He Road, 1995, mostra Yilin che costruisce e poi disfa un muro, mattone dopo mattone, nel mezzo di una strada assalita dal vortice del traffico. Per questa azione si ha la sensazione di rallentare momentaneamente il ritmo caotico della metropoli. “Il muro non è più una struttura fissa ma si sposta oltre la strada come limite transitorio”.
La video-performance One Day (2006), si basa su una scena a cui l'artista ha assistito nel 2006 ad Haikou: un ladro è stato portato alla stazione di polizia con i polsi ammanettati alle gambe. Nel video l'artista si dimena con una mano ammanettata ad una gamba, lungo una strada trafficata. La telecamera registra a distanza l'andamento difficile ed esitante dell'artista, inoltre documenta le diverse reazioni dei pedoni, che vanno dallo stupore all'indifferenza. Incatenato a se stesso, l'artista cerca disperatamente di tenere il passo con il ritmo furioso della città. Yilin riflette la vita di molti che lottano per tenere il passo con gli effetti della globalizzazione veloce e furiosa.