Yoko Ono, Ono chord, 2004 video
Yoko Ono è un'artista multi-mediale che sfida continuamente i confini tradizionali dell'arte.
È stata tra i pionieri della performance e delle attività artistiche d'avanguardia newyorkesi, con esperienze come il concerto da solista al Carnegie Recital Hall nel 1961. Nello stesso anno partecipa alla formazione del movimento Fluxus. Un esempio delle sue performances è Cut Piece, durante la quale sta seduta su un palco ed invita il pubblico a tagliare con delle forbici i vestiti che indossa, fino a restare nuda.
Yoko Ono ha diretto anche alcuni film sperimentali, il più noto con il titolo Bottoms, 1966. Il film consiste in una serie di inquadrature di natiche umane di soggetti che passeggiano su di una pedana mobile. Lo schermo è suddiviso in quattro parti quasi uguali per mezzo della fessura e della piega orizzontale dei glutei. La colonna sonora consiste nelle interviste a coloro che sono stati filmati o hanno collaborato al progetto.
Significativo è l'intervento di Ono per la Biennale di Liverpool nel 2004. Striscioni, borse, adesivi, cartoline, volantini e poster invadono la città. Due immagini si alternano, l'immagine del seno di una donna e l'immagine di una vagina. L'opera intitolata My Mummy Was Beautiful (La mia mamma era bellissima), dedicata alla madre di Lennon, Julia, morta quando John era teenager, intende replicare l'esperienza di un neonato che guarda la madre: quelle parti del corpo sono per il bambino l'introduzione all'umanità.
In merito al significato delle sue opere dichiara: “Sono sempre dentro di me ed ascolto cosa mi viene in mente. Sono come un condotto di un messaggio che passa attraverso di me. Mi interesso a tutto, ugualmente, ogni giorno. Sono innamorata della vita, del mondo, in ogni istante”.
Non a caso l'opera scelta per il Torrione Passari di Molfetta è il video Onochord (2004), dove l'artista comunica il suo amore verso l'altro inviando con una torcia elettrica segnali luminosi basati su lampi di luce, secondo i simboli dell'alfabeto Morse, che corrispondono alle parole “I.. love.. you..”. L'opera chiama in causa le azioni pacifiste di Ono, iniziate col marito John Lennon, Bed-In for Peace e War Is Over! (If You Want It), e continuate fino ad oggi, tra le quali Imagine Peace Tower in Islanda.